Clorofilla

La clorofilla è il pigmento responsabile del colore verde delle piante, presente nei grani dei cloroplasti delle cellule vegetali, o negli organismi procarioti che realizzano la fotosintesi clorofilliana. Per compiere questo processo, la clorofilla assorbe l'energia solare, che viene poi utilizzata per trasformare, attraverso una serie di reazioni, l'anidride carbonica (CO2) e l'acqua in glucosio, un composto fondamentale per la vita delle piante.
Il sottoprodotto di queste reazioni chimiche è l'ossigeno che viene liberato nell'atmosfera attraverso le foglie.

La struttura chimica della clorofilla è fortemente affine a quella dell'emoglobina, con la differenza che nella clorofilla la molecola centrale è il magnesio, mentre nel sangue è il ferro.

Questa sostanza possiede eccellenti proprietà disintossicanti, purificanti e antianemiche. Svolge inoltre azioni di rinforzo e protezione del sistema immunitario (1,2) e di supporto nei processi di riparazione dei tessuti (3).
Una delle sue principali attività è quella antiossidante in quanto sembrerebbe agire sia come “spazzino” di molecole dannose, sia come “stimolante” delle nostre naturali difese antiossidanti contro diversi tipi di ROS (Reactive Oxygen Species) composti altamente reattivi (4,5).
L'azione dei ROS è molto dannosa per le cellule perché le varie specie radicali possono alterare la struttura della membrana, interagendo con i lipidi che la compongono (perossidazione lipidica), possono danneggiare il materiale genetico ed alterare l'attività dei vari enzimi, fino ad indurre la morte della cellula.
I ROS sono in grado di ossidare anche le lipoproteine LDL (Low Density Lipoprotein, note anche come “colesterolo cattivo”) ed è ormai noto che questo stress ossidativo rappresenta un importante fattore nella formazione iniziale delle lesioni aterosclerotiche, ed è quindi evidente l'importanza della prevenzione di questi eventi.
La clorofilla è un utile aiuto nel caso in cui si voglia incrementare i nostri naturali meccanismi antiossidanti, nonché in casi di debolezza, di anemia e come ricostituente dopo una cura antibiotica, poiché svolge un'azione stimolante sull'intero sistema immunitario (1,2).

È particolarmente indicata nei soggetti che seguono una dieta non equilibrata, povera di frutta e verdura o nei fumatori.

Tradizionalmente è usata anche per migliorare l'alito cattivo, così come per ridurre gli odori di urina e feci (1) e per curare ferite infette (3).
Recenti studi hanno messo in evidenzia un interessante potenziale antimutageno e anticancerogeno (6) di preparati a base di clorofilla.

a. S. Santosh Kumar, T.P.A. Devasagayam, B. Bhushan And N.C. Verma. “Scavenging of Reactive Oxygen Species by Chlorophyllin: An ESR Study”. Free Radical Research 2001; 35:563-574.

b. Je-Wook Yu, Ryung Yang and You-Sun Kim. “Differential cytoprotective effect of copper- and iron-containing chlorophyllins against oxidative stress-mediated cell death”. Free Radical Res 2010; 44:655-667.

Bibliografia
1. Luk'ianenko VI  et al. Antimicrobial, regenerative and deodorizing properties of chlorophyll preparations. Stomatologiia (Mosk). 1973 Mar-Apr; 52(2): 95-7.
2. Moiseeva MV, Mikhailesc GA. Application of chlorophyll derivatives in medicine. In edition “Study and application of therapeutic-prophylactic medications based on natural biologically active compounds. Edited by V.G. Bespalov and V.B. Nekrasova, SPb. Eskulap, 2000: 80-87.  
3. Offenkrantz WG. Complete healing of peptic ulcer with water soluble chlorophyll; report of a case. Am J Gastroenterol. 1955 Aug; 24(2): 182-5.
4. S. Santosh Kumar, T.P.A. Devasagayam, B. Bhushan And N.C. Verma. “Scavenging of Reactive Oxygen Species by Chlorophyllin: An ESR Study”. Free Radical Research 2001; 35:563-574.
5. Je-Wook Yu, Ryung Yang and You-Sun Kim. “Differential cytoprotective effect of copper- and iron-containing chlorophyllins against oxidative stress-mediated cell death”. Free Radical Res 2010; 44:655-667.
6. Ferruzzi MG et al. Digestion, absorption, and cancer preventative activity of dietary chlorophyll derivatives. Nutrition Research 2007; 27(1): 1-12


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