Disturbi del sonno

Gli ingredienti indicati per "Disturbi del sonno" sono:
Crataegus Oxyacantha (biancospino)

Il biancospino comune (Crataegus oxyacantha) è un arbusto che appartiene alla famiglia delle Rosaceae.
E' una pianta ricca di flavonoidi e procianidine, potenti antiossidanti. Tra le sue diverse proprietà, le principali azioni esercitate dal biancospino sono quella cardioprotettiva e quella sedativa.

Proprio grazie all'alto contenuto in flavonoidi, il biancospino esercita la sua potente azione antiossidante, ed è stato dimostrato essere molto utile nel ridurre lo stress ossidativo durante la riperfusione cardiaca, esercitando quindi un effetto cardioprotettivo (1-3).
Atri studi hanno dimostrato come il biancospino sia in grado di attenuare i sintomi in pazienti affetti da
scompenso cardiaco, incrementando il flusso e l'utilizzo di ossigeno da parte del cuore (4-6).
Inoltre è stato osservato da parte dei flavonoidi anche un effetto leggermente ipotensivo, anche se il meccanismo non è ancora ben noto. Recentemente è stato osservato che un estratto di biancospino è in grado di modificare la permeabilità al sodio delle cellule e proprio questa sua abilità potrebbe spiegare gli effetti osservati sia in vitro che in studi clinici (7-9).
Infine, sempre in ambito cardiovascolare è stato osservato in studi condotti in vivo ed in studi clinici, un leggero effetto bradicardizzante attraverso l'attivazione del recettore muscarinico (10, 11).

Per quanto riguarda l'effetto sedativo del biancospino, è stato osservato in modelli animali che la sua azione principale si esplica a livello del sistema nervoso centrale anche se il meccanismo d'azione non è ancora ben chiaro. Probabilmente sono coinvolti i flavonoidi che sarebbero in grado di legarsi ai recettori centrali e periferici delle benzodiazepine e ciò determinerebbe gli effetti ansiolitici e moderatamente ipnogeni osservati. L'efficacia e la tollerabilità del prodotto è stata dimostrata anche da uno studio clinico condotto in pazienti con disturbi da ansia. In questo caso è stata dimostrata in particolare l'efficacia della combinazione biancospino-escolzia (12,13).

L'assunzione di biancospino risulta quindi particolarmente indicata in pazienti con disturbi del sonno, mostrando un'attività sedativa ed ansiolitica unita ad un'azione cardioprotettiva particolarmente utile nei pazienti in cui si manifestano anche problemi di palpitazione e tachicardia.

Bibliografia:
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10.Salehi S et al. Hawthorn (Crataegus monogyna Jacq.) extract exhibits atropine-sensitive activity in a cultured cardiomyocyte assay. J Nat Med. 2009;63(1):1-8.

11.Tauchert M et al. High-dose Crataegus extract WS 1442 in the treatment of NYHA stage II heart failure. Herz. 1999 Oct;24(6):465-74.

12.Hanus M et bal. Double-blind, randomised, placebo-controlled study to evaluate the efficacy and safety of a fixed combination containing two plant extracts (Crataegus oxyacantha and Eschscholtzia californica) and magnesium in mild-to-moderate anxiety disorders. Curr Med Res Opin. 2004 Jan;20(1):63-71.

Eschscholzia Californica (Escolzia o Papavero della California)

L'Escolzia è una pianta originaria della California e del Messico che appartiene alla famiglia delle Papaveraceae e la sua componente principale risultano essere gli alcalodi.

La sua azione principale avviene a livello del sistema nervoso centrale ed infatti possiede proprietà ipnoinducenti, sedative ed ansiolitiche che sono state dimostrate in diversi lavori scientifici e in studi clinici(1,2). Una importante qualità di questa pianta è che esercita la sua attività senza causare stordimento al risveglio; inoltre risulta essere più attiva nelle donne rispetto agli uomini.

L'efficacia e la tollerabilità del prodotto è stata dimostrata anche da uno studio clinico condotto in pazienti con disturbi da ansia. In questo caso è stata dimostrata in particolare l'efficacia della combinazione biancospino-escolzia (3).

Tuttavia il meccanismo d'azione che determina i suoi effetti non è ancora stato chiarito. E' stato ipotizzato che l'estratto di Escolzia possa inibire la degradazione enzimatica delle catecolammine e quindi mantenerne alti i livelli, interferendo con le loro vie metaboliche (4). In un altro studio effettuato viene ipotizzato che vi sia un coinvolgimento dei recettori per le benzodiazepine che risulterebbero maggiormente attivati (5).
L'assunzione di Escolzia risulta quindi particolarmente indicata nei casi di insonnia e di ansia.

Bibliografia
1. Baldacci R. Contribution a l'utilisation en medecine de ville d'Eschscholtzia californica. Phytotherapy 1990; 22:31-33.

2. 
Sarris J et al. Herbal medicine for depression, anxiety and insomnia: A review of psychopharmacology and clinical evidence. Eur Neuropsychopharmacol. 2011;21(12):841-60.

3. 
Hanus M et bal. Double-blind, randomised, placebo-controlled study to evaluate the efficacy and safety of a fixed combination containing two plant extracts (Crataegus oxyacantha and Eschscholtzia californica) and magnesium in mild-to-moderate anxiety disorders. Curr Med Res Opin. 2004 Jan;20(1):63-71.

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Kleber E et al. Modulation of key reactions of the catecholamine metabolism by extracts from Eschscholtzia californica and Corydalis cava. Arzneimittelforschung. 1995;45(2):127-31.

5. 
Rolland A et al. Neurophysiological effects of an extract of Eschscholzia californica Cham. (Papaveraceae). Phytother Res. 2001;15(5):377-81.

Melatonina

La melatonina è un ormone naturale prodotto prevalentemente dalla ghiandola pineale che viene secreto nel fluido cerebrospinale e nella circolazione sanguigna. Essa svolge diverse funzioni ma la principale ed anche la più conosciuta riguarda il suo ruolo nella regolazione del ritmo sonno-veglia. I suoi livelli variano sensibilmente durante la giornata e raggiunge il suo picco di massima concentrazione durante la notte, tra le 24:00 e le 03:00, mentre, al contrario, durante il giorno, i suoi livelli sono molto bassi, essendo sensibile alla luce (1,2). Numerosi studi hanno dimostrato come i livelli e l'ampiezza del periodo di secrezione diminuiscano con l'età (3-5).

Poiché la melatonina svolge un ruolo molto importante nel regolare il ciclo sonno-veglia, la supplementazione della dieta con questo ormone è risultata essere molto efficace nel trattare problemi di insonnia e nella cura del jet-lag. In particolare la melatonina risulta indicata sia per disturbi di addormentamento sia per interruzione del sonno, migliorando la qualità del riposo, come emerso da diversi studi clinici (1, 6-10).

Inoltre è ormai ben documentata la sua efficacia nell'alleviare i disordini del sonno che si manifestano in caso di voli intercontinentali, accelerando l'adattamento del corpo al nuovo ciclo sonno-veglia (11-13). Un'importante caratteristica di questa molecola è che non da assuefazione e non presenta importanti effetti collaterali tipici dei sedativi farmacologici.
La melatonina sembra però essere coinvolta anche in numerosi altri processi fisiologici, ed infatti dimostra una eccellente attività antiossidante e un'importante attività immunomodulatoria (14-16).
Essa è coinvolta nel sistema antiossidante dell'organismo che protegge le molecole dai danni provocati dai radicali liberi. E' in grado di agire direttamente sui radicali idrossilici altamente tossici con un'azione di tipo “scavanger” ossia “spazzino” (17-19). Inoltre stimola l'attività di numerosi altri enzimi antiossidanti, come il glutatione reduttati e la glutatione perossidasi (20,21), e la sintesi di glutatione, un altro potente antiossidante(14). Una ulteriore importante caratteristica di questa molecola è la sua capacità di essere sia idrofilica che lipofilica, cosa che permette a questa molecola di raggiungere quasi tutti i compartimenti cellulari e quindi di esercitare la sua azione protettiva praticamente a tutti i livelli (15).
Per quanto riguarda la sua attività sul sistema immunitario, la melatonina ha un'azione immunostimolante grazie alla presenza dei suoi recettori sui leucociti, sia a livello della membrana che a livello nucleare. Essa sarebbe in grado così di modulare la risposta proliferativa dei linfociti stimolati e, a livello intracellulare di indurre la produzione di citochine (16).

In conseguenza a tutte le funzioni in cui è coinvolta, è stato ipotizzato che la diminuzione dei livelli di melatonina possa essere collegata con il fenomeno dell'invecchiamento ma il meccanismo è ancora da chiarire (14, 15).

L'assunzione di melatonina risulta quindi particolarmente indicata per trattare disturbi del sonno e sindrome di jet-lag, considerando anche che l'assunzione di tale molecola apporterà all'organismo un importante effetto protettivo a livello antiossidante, che risulterà in un generale benessere per l'organismo.


Bibliografia

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Passiflora Incarnata

La Passiflora è un genere che comprende circa 465 specie di piante erbacee perenni ad annuali, tra cui la Passiflora incarnata. Essa viene utilizzata a scopi medicinali in quanto vanta proprietà sedative del sistema nervoso centrale, in particolare ansiolitiche e curative dell'insonnia, dove induce un sonno simile a quello fisiologico senza risvegli notturni e con un risveglio mattutino senza stordimento.

Le foglie e le parti aeree contengono diversi principi attivi, tra cui numerosi flavonoidi e alcaloidi, i principali responsabili degli effetti benefici di questa pianta.

Numerosi sono gli studi in vitro ed in vivo effettuati per chiarire il meccanismo d'azione degli estratti della passiflora (1).
E' stato dimostrato che l'effetto ansiolitico osservato è dovuto soprattutto ai flavonoidi, che sarebbero in grado di legarsi ai recettori GABA per le benzodiazepine, determinando quindi una significativa azione sedativa, con il vantaggio però di non influire sulla vigilanza (2,3). In un'altra ricerca condotta su un modello animale è stato dimostrato come la Passiflora sembri possedere proprietà anticonvulsivanti ed anche in questo caso sembrerebbero essere coinvolti i flavonoidi (4).
Le proprietà della Passiflora sono anche state dimostrate in diversi studi clinici condotti su pazienti con disordini del sonno e/o diversi livelli di ansia. Anche da questi studi è emerso come l'assunzione di Passiflora migliori la qualità del sonno (5) e sia un efficace trattamento per controllare i livelli d'ansia senza però i tipici effetti collaterali delle benzodiazepine come lo stordimento durante le ore diurne (6,7). Grazie a questa sua proprietà alcuni studi hanno dimostrato come la somministrazione di passiflora sia un utile pretrattamento in pazienti che devono essere sottoposti a interventi chirurgici in quanto diminuisce il livello d'ansia del paziente senza indurre sedazione (8,9).

Infine gli alcaloidi armanici contenuti nella pianta avrebbero un'azione spasmolitica sulla muscolatura liscia del tubo gastroenterico e dell'utero, rendendo quindi indicata la sua assunzione anche in caso di dolori mestruali e sindrome dell'intestino irritabile di origine nervosa.
L'assunzione di Passiflora risulta essere quindi particolarmente efficacie per trattare sindromi ansiose lievi e disturbi del sonno e può essere anche un valido aiuto nel caso di dolori mestruali e sindrome dell'intestino irritabile di origine nervosa.

Bibliografia
1. Sarris J et al. Herbal medicine for depression, anxiety and insomnia: A review of psychopharmacology and clinical evidence. Eur Neuropsychopharmacol. 2011;21(12):841-60

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9. Aslanargun P et al. Passiflora incarnata Linneaus as an anxiolytic before spinal anesthesia. J Anesth. 2012;26(1):39-44.

Perchè integrare?

Nonostante la grande quantità di alimenti oggi disponibili, le carenze nutrizionali e l'accumulo nell'organismo di sostanze chimiche contenute negli alimenti stessi, che causano malnutrizione e malattie, sono uno dei principali problemi della moderna alimentazione.

Gli integratori alimentari consentono di introdurre in maniera selettiva i nutrienti "utili" per ottimizzare al massimo gli effetti dell'alimentazione e migliorare la qualità di vita.