Miglioramento attività fisica

Gli ingredienti indicati per "Miglioramento attività fisica" sono:
Acido alfa lipoico

L'acido alfa-lipoico è un composto naturale che viene sintetizzato all'interno delle cellule e che posside un ruolo cruciale nel metabolismo energetico della cellula.

L'acido lipoico viene anche introdotto con la dieta e si accumula temporaneamente nei tessuti.
Tale sostanza, oltre ad essere coinvolta nella produzione di energia cellulare, possiede una potente attività antiossidante e detossificante in grado di contrastare l'invecchiamento, neutralizzando i radicali liberi.

A differenza di altri antiossidanti, l'acido lipoico è attivo sia nella fase acquosa (citoplasmatica) che nella fase lipidica (propria delle membrane cellulari), quindi, è in grado di proteggere l'organismo sia dai radicali liberi intracellulari sia da quelli extracellulari come per esempio diverse specie reattive dell'ossigeno. Inoltre, esso conserva queste sue proprietà anche nella forma ridotta. 

L'acido lipoico ha la capacità di rigenerare altri antiossidanti come la vitamina E, vitamina C e quindi di enfatizzarne l'efficacia.
Ha inoltre un ruolo importante come promotore del glutatione, uno dei principali e più importanti antiossidanti prodotti dall'organismo, di cui incrementa la disponibilità (1).

Probabilmente proprio grazie alle sue proprietà antiossidanti l'acido lipoico sembra avere proprietà ipotensive. Infatti in studi condotti su modelli animali è stato osservato come la supplementazione della dieta con questa molecola sia in grado di diminuire i livelli di pressione sanguigna. Tuttavia il meccanismo d'azione è ancora da chiarire (2-4). 

L'acido alfa lipoico inoltre agisce sul metabolismo glucidico ed in particolare si è dimostrato utile nel trattamento di pazienti con diabete di tipo 2. Esso infatti interagisce con i recettori per l'insulina e determina una maggiore sensibilità a questo ormone; ciò determina un miglioramento nel trasporto di glucosio all'interno delle cellule e un conseguente abbassamento dei livelli di glicemia.
Come effetto secondario dell'abbassamento dei livelli di glucosio circolante, si ha una riduzione sensibile della probabilità di formazione degli AGEs (Advanced Glycation End-products), pericolosi composti di carattere radicalico, che si possono generare in seguito a reazione molecolare tra il glucosio e le proteine cellulari, con compromissione di tali proteine. Gli AGEs contribuiscono all'invecchiamento, alla degenerazione cellulare e all'incremento del rischio cardiovascolare (1).
L'acido lipoico possiede anche altre proprietà come la capacità di proteggere il sistema nervoso: limitando i danni dovuti ai radicali liberi, infatti, lo preserva da una pericolosa degenerazione e, migliorando la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità. Inoltre, in alcuni studi sulla neuropatia diabetica periferica si è dimostrato efficace nel migliorare il deficit neuropatico (5).
La ricerca ha messo in luce l'importanza di un'integrazione di acido lipoico nella prevenzione della cataratta. Questa patologia è collegata ad elevati livelli di glicemia e ad una sovraesposizione alla luce solare, fattori che contribuiscono alla formazione di radicali liberi e di AGEs dannosi per le cellule oculari. L'acido alfa lipoico, contribuendo alla rigenerazione del Glutatione, uno dei principali antiossidanti presenti nell'occhio, previene l'insorgenza della cataratta (6).

L'integrazione di acido lipoico è utile anche a livello sportivo, migliora l'assimilazione di alcuni nutrienti e, intervenendo come regolatore nel metabolismo degli zuccheri, aiuta a ridurre i depositi di grasso nei tessuti, favorendo il passaggio dalla glicolisi anaerobia a quella aerobia, con conseguente miglioramento dell'attività muscolare e minore produzione di acido lattico.
Inoltre, si comporta da acceleratore metabolico, favorendo la conversione del piruvato in acetil-CoA e quindi la produzione di ATP e fornendo così più energia all'organismo.
 
Bibliografia
1. Shay KP et al. Alpha-lipoic acid as a dietary supplement: molecular mechanisms and therapeutic potential. Biochim Biophys Acta. 2009;1790(10):1149-60. 

2. Vasdev S et al. Dietary lipoic acid supplementation prevents fructose-induced hypertension in rats. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2000;10(6):339-46.
3. Vasdev S et al. Dietary alpha-lipoic acid supplementation lowers blood pressure in spontaneously hypertensive rats. J Hypertens. 2000;18(5):567-73.

4. Kizhakekuttu TJ, Widlansky ME. Natural antioxidants and hypertension: promise and challenges. Cardiovasc Ther. 2010;28(4):e20-32.

5. Vallianou N, et al. Alpha-lipoic Acid and diabetic neuropathy.; Rev Diabet Stud. 2009;6(4):230-6

6. Kojima M et al. Efficacy of alpha-lipoic acid against diabetic cataract in rat. Jpn J Ophthalmol. 2007;51(1):10-3.
Ferro bivalente fumarato

L'organismo umano contiene circa 3-4 g di ferro sotto forma di ferro emico Fe2+ (ione ferroso) e di ferro non-emico Fe3+ (ione ferrico). Il primo è legato al gruppo eme delle proteine emoglobina e mioglobina, e rappresenta circa il 75% del ferro totale presente nell'organismo (65% emoglobina e 10% mioglobina).

Il restante 20-25% del ferro totale è il ferro non-emico e lo si trova nella milza, nel fegato e nel midollo osseo, legato alla ferritina e all'emosiderina, con funzione di deposito.

Una piccola quantità di ferro (0,1-0,5% del totale) è presente in alcuni enzimi intracellulari e nella transferrina, una glicoproteina che lo cede all'emoglobina del midollo osseo. In questo modo il ferro non-emico viene convertito in ferro emico.

 

Il ferro è necessario per la sintesi di emoglobina (proteina che trasporta l'ossigeno alle cellule) di mioglobina e di collagene; è inoltre indispensabile nei processi di respirazione cellulare e nel metabolismo degli acidi nucleici.

Il fabbisogno quotidiano di ferro per l'uomo è di 10 mg mentre per la donna di 18 mg.

 

Pur essendo presente in molti alimenti (carne, fegato, legumi, crostacei, frutta secca e vegetali verdi), la mancanza di ferro è ancora la carenza di minerali più comune1.

 

I soggetti a rischio di carenza di ferro sono: i neonati prematuri; i lattanti, in quanto il latte, anche quello materno, è povero di ferro; donne in gravidanza; le donne in età fertile1 (la perdita di ferro dovuta al fisiologico ciclo mensile); le persone che hanno subito perdite di sangue; gli anziani; gli alcolisti; i vegetariani.

 

I sintomi di carenza di ferro sono1: astenia, affaticabilità, cefalea nei casi più gravi, palpitazioni, nevralgie, turbe vasomotorie, facilità alle infezioni, anemia ferro-priva.

 

Un'integrazione di ferro bivalente fumarato previene l'anemia sideropenica dovuta ad una dieta carente di questo elemento o ad altre cause patologiche o fisiologiche (ciclo mensile). Aumenta la resistenza allo stress e alle malattie, rinforza il sistema immunitario e aumenta la produzione di energia. La salificazione come fumarato ne aumenta l'assorbimento e la biodisponibilità.

 

(1). DeMaeyer EM. Preventing and controlling iron deficiency anaemia through primary health care. World Health Organization Geneva 1989.

L-carnosina

La carnosina è una molecola composta di due aminoacidi (e per questo è detta dipeptide), la β-alanina

e L-istidina. Il suo interesse nel campo degli integratori deriva dal fatto che si trova in buona quantità nel tessuto muscolare, dove regola alcuni processi metabolici di produzione dell'energia1. Le fibre muscolari bianche generalmente contengono più carnosina rispetto a quelle rosse e si può stimare una concentrazione media di carnosina nei muscoli di 300 mg per ogni etto di tessuto. I livelli di carnosina decadono con il passare degli anni, con una perdita del 63% passando dai 10 ai 70 anni.

 

I primi studi scientifici sulla carnosina hanno dimostrato che possiede importanti proprietà antiossidanti. Operando in stretta sinergia con altri micronutrienti (betacarotene e vitamine E e C), migliora la funzionalità della membrana cellulare, rendendola meno sensibile all'attacco dei radicali liberi, che altrimenti nel tempo produrrebbero un effetto degenerativo sulla membrana stessa.

 

La carnosina è anche un potente anti-AGEs, anti-Advance Glycation End products: è stata dimostrata la sua capacità di impedire la glicazione non enzimatica delle proteine (formazione degli AGEs, prodotti finali di glicazione), proteggendole da tale modificazione e prevenendo i danni che ne conseguirebbero2. Tale proprietà si è dimostrata utile in pazienti diabetici e nel prevenire l'insorgenza o la progressione di nefropatia2.

 

Un'altra proprietà dimostrata della carnosina è quella di controllare i livelli di calcio nelle cellule del miocardio, migliorando quindi la funzionalità cardiaca.

Recentemente, si stanno studiando gli effetti di questa sostanza sui malati di Alzheimer3 dove sembrerebbe avere un effetto inibitore sulla formazione delle placche senili, proteggendo così le cellule celebrali4.

 

In campo sportivo, gli aspetti più interessanti della carnosina sono essenzialmente due: la capacità di "tamponare" l'acido lattico prodotto sotto sforzo muscolare; la stimolazione della sintesi di ATP5 (attraverso la fosforilazione ossidativa), attivando un enzima che aumenta la velocità di produzione dell'energia e la funzionalità delle miofibrille (che sono la parte contrattile delle fibre muscolari).

 

Per tutti questi motivi, la carnosina suscita interesse come antiossidante (e contro l'invecchiamento in generale)6 e come coadiuvante della funzionalità contrattile dei muscoli. Grazie al suo effetto tampone, la carnosina consentirebbe prestazioni sub-massimali più lunghe e un recupero più veloce dopo la prestazione. Alcuni studi hanno infatti osservato una migliore capacità di recupero muscolare dopo l'integrazione con carnosina. 

 

 

(1). Artioli GG et al. Role of beta-Alanine Supplementation on Muscle Carnosine and Exercise Performance. Med Sci Sports Exerc. 2010 Jun; 42(6): 1162-73.

 

(2). Freedman BI et al. A leucine repeat in the carnosinase gene CNDP1 is associated with diabetic end-stage renal disease in European Americans. Nephrol Dial Transplant 2007; 22: 1131-1135.

 

(3). Hipkiss AR. Carnosine, diabetes and Alzheimer's disease. Expert Rev Neurother. 2009 May; 9(5): 583-5.

 

(4). Balion CM et al. Brain type carnosinase in dementia: a pilot study. BMC Neurol. 2007 Nov 5; 7: 38.

 

(5). Boldyrev AA et al. Carnosine as a natural antioxidant and geroprotector: from molecular mechanisms to clinical trials. Rejuvenation Res. 2010 Apr-Jun; 13(2-3): 156-8.

 

(6). Begum G et al. Physiological role of carnosine in contracting muscle. Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2005 Oct; 15(5): 493-514.

Magnesio

Il magnesio è un elemento essenziale che interviene in oltre 300 processi metabolici1.

Nell'organismo umano il 99% si concentra all'interno delle cellule e solo l'1% si trova nel sangue1,2. La maggiore quantità di questo elemento è localizzata neIle ossa, che contengono circa la metà del magnesio totale presente in tutto l'organismo. La restante parte si trova all'interno dei muscoli striati e nei tessuti molli (sistema nervoso, fegato, cuore e reni)2.

 

Il magnesio è essenziale per la salute dell'organismo: partecipa ai processi di mineralizzazione e di sviluppo dell'apparato scheletrico insieme a calcio, potassio e sodio e regola l'eccitabilità della cellula nervosa e della fibra muscolare.

Questo minerale è importante anche per una buona funzionalità cardiovascolare: partecipa alla regolazione del battito cardiaco, della pressione sanguigna1, dell'equilibrio elettrolitico e alla prevenzione delle perdite di potassio; inoltre favorisce la vasodilatazione dimostrando un effetto antitrombotico e antiaggregante piastrinico.

 

Non sempre è semplice diagnosticare una carenza di magnesio perché questo minerale è principalmente presente all'interno delle cellule, quindi anche se la misurazione del magnesio serico (unica misurazione effettuabile normalmente) risulta nella norma, il paziente potrebbe soffrire di una carenza di magnesio intracellulare.

Per questo motivo è necessario analizzare con attenzione la sintomatologia, per capire se l'organismo soffre di carenza di magnesio.

La sintomatologia collegata ad una carenza di questo minerale è evidenziata da: astenia, affaticamento, irritabilità, nervosismo, ansia e, in caso di intensa attività fisica, debolezza muscolare e crampi5.

La principale causa di carenza di magnesio è un'alimentazione non corretta associata ad uno stile di vita frenetico e ricco di stress. Lo stress e l'intensa attività fisica, infatti, contribuiscono a consumare le scorte di magnesio del nostro organismo.

Il fabbisogno di questo minerale aumenta fisiologicamente in alcune condizioni, come accade per gli anziani e le donne in gravidanza che ne hanno un aumentato fabbisogno giornaliero e spesso necessitano di un'integrazione supplementare.

 

(1). Fawcett W.J. et al. Magnesium: physiology and pharmacology. British Journal of Anaesthesia 1999; 83(2): 302-320.

 

(2). Sandrini G, Nappi G. Il magnesio nella fisiologia e nella clinica. Selecta Neurologica Monografie, EMI 1987

Olio algale

L'olio algale (estratto dalle microalghe) contiene un'alta concentrazione di acido docosaesaenoico (DHA) rispetto all'acido ecosapentaenoico (EPA), al contrario dell'olio di pesce che ha invece una maggiore titolazione in EPA rispetto a DHA.

È risaputo che l'acido docosaesaenoico possedere maggiori proprietà terapeutiche rispetto all'EPA.

 

Funzione  DHA vs EPA

Riduzione dell'ipertrigliceridemia

DHA > EPA


Aumento HDL

solo DHA


Riduzione LDL

DHA = EPA


Miglioramento profilo lipoproteico

DHA = EPA


Riduzione moderata della pressione arteriosa             

DHA > EPA

Riduzione della resistenza all'insulina

DHA = EPA


Riduzione della secrezione insulinica

DHA = EPA


Riduzione dell'infiammazione

DHA = EPA


 

Il DHA è un componente essenziale del cervello e delle guaine di rivestimento e protezione del sistema nervoso; svolge quindi un ruolo importante nella prevenzione dell'invecchiamento neurologico e nella protezione dai processi neurodegenerativi, aiutando a mantenere l'efficienza cerebrale. Alcuni studi hanno infatti dimostrato l'efficacia di una supplementazione di DHA nella prevenzione dell'Alzheimer1.

 

Le parti del nostro organismo che sono costituite dalla più alta percentuale di DHA (circa il 60%) sono le membrane fotorecettoriali della retina. Con l'avanzare dell'età, si assiste ad una perdita progressiva dei fotorecettori, a causa di processi ossidativi degenerativi che ne intaccano la frazione lipidica costituita principalmente dal DHA. L'integrazione di DHA svolge quindi un'importante azione preventiva sia sulla degenerazione maculare legata all'età, sia su patologie oculari quali la retinite pigmentosa.

 

Il DHA svolge inoltre un ruolo fondamentale per lo sviluppo cerebrale nel neonato e nel bambino. Studi clinici hanno dimostrato che l'assunzione di DHA durante la gravidanza può prolungare la gestazione, aumentare il peso alla nascita e ridurre le possibilità di nascite premature. L'integrazione di DHA nelle mamme che allattano può migliorare, oltre allo sviluppo cerebrale del neonato2, anche lo sviluppo immunologico.

 

L'acido docosaesaenoico è anche un componente importante delle membrane vascolari e cardiache e la sua carenza può compromettere la funzionalità del muscolo cardiaco stesso.

La ricerca ha dimostrato una serie di benefici associati all'integrazione di DHA: riduzione dei trigliceridi, riduzione dell'aggregazione piastrinica e della viscosità sanguigna, inibizione dello sviluppo di placche aterosclerotiche, moderato abbassamento della pressione sanguigna, riduzione di fibrillazione ventricolare e di aritmie.

Alcuni studi clinici sostengono la superiore efficacia di oli derivati dalle microalghe3 rispetto agli oli estratti dai pesci, in particolare per quanto riguarda la cardioprotezione.

 

L'olio algale è ben tollerato e non presenta problemi di rigurgito (frequenti per l'olio di pesce), tanto che è possibile utilizzarlo al naturale.

 

(1). Yurko-Mauro K et al. Beneficial effects of docosahexaenoic acid on cognition in age-related cognitive decline. Alzheimers Dement. 2010 Apr 29 - in press.

 

(2). Gibson RA et al. Effect of increasing breast milk docosahexaenoic acid on plasma and erythrocyte phospholipid fatty acids and neural indices of exclusively breast fed infants. Eur J Clin Nutr. 1997 Sep; 51(9): 578-84.

 

(3). Holub BJ. Docosahexaenoic acid (DHA) and cardiovascular disease risk factors. Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2009 Aug-Sep; 81(2-3): 199-204.

Potassio

Nell'organismo il potassio esiste sotto forma di ione positivo K+ (catione) ed è lo ione inorganico più abbondante all'interno delle cellule, dove viene trasportato mediante meccanismi che richiedono un apporto di energia.

 

La concentrazione di ioni K+ nel sangue è regolata in modo da avere fluttuazioni minime, dato che concentrazioni troppo alte (iperkalemia) o troppo basse (ipokalemia) possono avere ripercussioni gravi soprattutto sul cuore e sui nervi1.

 

Il ruolo del potassio, insieme al sodio, è quello di mantenere l'equilibrio idrico all'interno delle cellule e conservare una giusta alcalinicità dei fluidi corporei. Inoltre regola il passaggio delle sostanze nutritive alle cellule, la trasmissione degli impulsi elettrochimici e quindi la conduzione nervosa, la contrazione muscolare, il battito cardiaco e la pressione arteriosa2,3,4.

 

Il potassio si trova in numerosi alimenti come: fagioli, piselli secchi, asparagi, patate, albicocche, banane, cavolfiori, spinaci e pompelmi. Il suo assorbimento avviene passivamente nel duodeno e viene eliminato principalmente mediante le urine.

Attraverso i reni possono essere eliminate grandi quantità di potassio senza rischiare l'intossicazione ed i casi di eccessi di potassio sono principalmente dovuti ad insufficienza renale, disidratazione o insufficiente secrezione surrenalica.

Al contrario, in caso di dieta non equilibrata, e quindi di un carente apporto di potassio, si può andare incontro a ipokalemia, in quanto l'organismo elimina ogni giorno una quantità di potassio pressoché costante.

 

Generalmente, se si segue una dieta equilibrata, è difficile che si possa verificare un deficit di potassio. I casi di carenza di potassio sono collegati a situazioni particolari come: perdite eccessive per via gastroenterica (vomito prolungato, diarrea cronica, abuso di lassativi) o urinaria (uso di diuretici, alcuni tipi di nefropatia cronica e disturbi metabolici, come l'acidosi diabetica).

Il deficit di potassio causa un'alterazione dei fenomeni elettrofisiologici delle membrane cellulari e di conseguenza stanchezza muscolare, nausea, disattenzione, apprensione, sonnolenza, alterazioni comportamentali e aritmia cardiaca.

 

Anche gli sportivi, in seguito a intensa e prolungata attività fisica, possono andare incontro a ipokalemia dovuta ad eccessiva sudorazione.

 

L'assunzione di alcuni farmaci, quali ad esempio diuretici, cortisone, l'uso prolungato di aspirina e lassativi, può causare deplezione di potassio5

 

Un basso livello di potassio può essere determinato con l'esame del sangue e trattato con l'assunzione di integratori.

 

(1). Ascherio A et al. Intake of potassium, magnesium, calcium, and fiber and risk of stroke among U.S. men. Circ. 1998; 98: 1198-1204.


(2). Brancati FL et al. Effect of potassium supplementation on blood pressure in African Americans on a low-potassium diet. Arch Intern Med. 1996; 156: 61-72. 

 

(3). Cappuccio EP, MacGregor GA. Does potassium supplementation lower blood pressure? A meta-analysis of published trials. J Hypertens. 1991; 9: 465-473.

 

(4). Dickinson HO et al. Potassium supplementation for the management of primary hypertension in adults. Cochrane Database Syst Rev. 2006 Jul 19;3:CD004641.


(5). Howes LG. Which drugs affect potassium? Drug Saf. 1995; 12(4): 240-244.
Perchè integrare?

Nonostante la grande quantità di alimenti oggi disponibili, le carenze nutrizionali e l'accumulo nell'organismo di sostanze chimiche contenute negli alimenti stessi, che causano malnutrizione e malattie, sono uno dei principali problemi della moderna alimentazione.

Gli integratori alimentari consentono di introdurre in maniera selettiva i nutrienti "utili" per ottimizzare al massimo gli effetti dell'alimentazione e migliorare la qualità di vita.